Enrica P. Milano
“.....ho vent'anni anche se ne dimostro di più. Ho una situazione familiare particolare per cui non posso permettermi di avere un lavoro a orario continuato. Anche un part time, nel senso di lavoro per un'intera mattinata o un intero pomeriggio mi è difficile. Cosa posso fare?....”
Mia gentile Enrica,
la Sua situazione non è certamente ideale, ha ragione, nemmeno per un part time. Ha però necessità di lavorare. Vi sono lavori che possono permetterLe una buona libertà di tempo in quanto può essere Lei a gestire lo spazio occorrente. Parlo di un lavoro di presentatrice in una delle diverse società di vendita diretta che agiscono in Italia. Vi sono Società serie che offrono anche possibilità di crescita (se vuoi, rimandami una e.mail e Le darò i giusti indirizzi privatamente).
Il lavoro, pagato con ottime provvigioni, permette una buona libertà perchè la presentatrice si pianifica e decide da sola il tempo che vuole impegnare e di conseguenza, però, anche ciò che accetta di guadagnare.
Queste Società hanno sempre fame di nuove presentatrici perchè moltissime donne iniziano questo lavoro più per curiosità o per acquistare per se stesse, piuttosto che per intraprendere una vera professione.
Come sempre però, chi ne ha voglia e ci mette la testa, alla fine guadagna e sta bene.
Se desidera fare scelte da sola, sappia che deve diffidare da chi promette, chiedendoLe comunque di investire inizialmente sborsando fior si danari.
Le auguro di cuore tutta la fortuna che merita.
martedì 29 aprile 2008
Part Time
Pubblicato da consulente alle 22:51
lunedì 28 aprile 2008
Attività in proprio
Marisa F. ( Firenze)
innanzitutto complimenti per la Vostra professionalità.
Ho un terreno agricolo nell'argentario (toscana). Vorrei adibirlo a un'attività produttiva, ma non saprei su cosa investire....
tra le tante alternative, visto che è una zona di mare altamente turistica, avevo pensato a un'area di sosta per camper...cosa mi consigliate?
soprattutto, essendo terreno agricolo, ho delle limitazioni "legali" nella scelta dell'attività?
grazie e complimenti ancora.
Gentilissima Marisa,
beata Lei che ha un terreno nell'Argentario. La invidio.
Dunque, vediamo un po'. Dice che è un terreno agricolo e quindi vi sono senz'altro delle limitazioni, ma la legislatura è tale e varia (oltrettutto gli aggiornamenti sono continui) per cui l'unico suggerimento è di rivolgersi al Comune di appartenenza per avere informazioni sui vincoli che possono già esserci a livello comunale. Successivamente, anche dietro loro aiuto, potrà rivolgersi alla provincia. Sono cose fastidiose ma anche piuttosto rapide nel senso che, rivolgendosi ai vari uffici informazioni, si hanno risposte veloci. Inizi col telefonare poi, eventualmente dovrà andare di persona.
Il terreno agricolo prevede poche possibilità di variazione d'uso ed anche le eventuali costruzioni dovrebbero essere affini all'attività preposta. Tuttavia, Lei può benissimo far presente il Suo eventuale desiderio di realizzare un'area sosta per camper e sentire cosa dicono. Un'attività come quella a cui Lei pensa, abbisogna di allacciamenti elettrici (può arrivare facilmente l'elettricità?). Occorrono poi impianti idrici e di scolo perchè un minimo di servizio dev'esserci anche per norma.
E' vero che potrebbe dedicare l'area solo per la sosta, senza null'altro, ma diverrebbe davvero qualcosa di indecoroso dopo poco tempo e quindi economicamente improduttivo.
Pensando ad altre possibilità, essendo l'area dell'Argentario sotto ogni sorta di vincolo paesaggistico (e chi più ne ha, più ne metta) può chiedere informazioni su eventuali usi del terreno al consorzio stesso dell'Argentario.
Inizialmente quindi dovrà verificare in Comune o Provincia i privi vincoli che Le pongono e che potrebbero immediatamente farLe scartare l'idea. Passati questi, Le suggerisco di informarsi presso la Regione Toscana (sempre telefonando o attraverso internet) per sapere se vi siano agevolazioni o aiuti per aprire un'attività in quella zona. Non Le dico “aiuti per una zona camper” ma aiuti in generale per attività da avviare. Solitamente sono piuttosto numerose e tendono ad essere rilasciate più a giovani che a persone mature.
Analizzi queste opzioni e veda se magari il Suo terreno può darLe altre possibilità a cui non aveva pensato. Purtroppo la trafila per realizzare le idee è sempre noiosa e lunga, ma va fatta..
Non so dove sia ubicato il terreno ma se fosse davvero vicino al mare, l'idea è buona. E' interessante anche se il terreno dovesse essere in collina, vista mare, ma comunque facilmente raggiungibile. Se fosse una piana spoglia, senza piantumazione (ossia puro terreno agricolo) credo che dovrebbe impegnarsi finanziariamente per renderlo prima un possibile luogo di relax. Tutto sta a cosa c'è attorno, nel giro di poche centinaia di metri o qualche chilometro.
Non mi sento di darLe altri suggerimenti perchè so di questi troppi vincoli che bloccano quell'area e quindi è inutile suggerire cose che poi risulterebbero non fattibili. Meglio quindi prima verificare cosa sia possibile fare e poi, vedere.
Nei giorni scorsi ho risposto ad una richiesta di una gentile fiorentina che stava riflettendo su cosa fare e, tra le altre possibilità, c'era quella di pensare a qualcosa di turistico sulla costa. Potreste metterVi in contatto. Se la gentile fiorentina volesse, può inviare al blog un Suo recapito e, senza pubblicazione ma riservatamente, lo faremmo avere a Lei.
Una disponibilità nell'Argentario permette anche un'attività turistica come agriturismo o b&b. Sarebbe forse il massimo e sono certo che per questa attività vi sono molti aiuti anche europei. Avendo però Lei solo il terreno e non costruzioni rurali, forse l'impegno potrebbe però essere molto alto.
Comunque, non si perda d'animo. Inizi con verificare i vincoli del “non si può fare”. Restringa la zona alle possibilità. Cerchi eventuali aiuti di fondi in Regione o europei e poi decida. Può sempre non far nulla ma almeno avrà scandagliato tutte le possibilità.
Cari saluti.
Pubblicato da consulente alle 23:08
domenica 27 aprile 2008
Vedere nero
Federico (Roma)
“Vi ringrazio per questo blog che conoscono ancora in pochi, almeno a me sembra, e che io stesso ho scoperto casualmente. Perchè non lo reclamizzate? Comunque, ecco il mio problema a cui chiedo cortesemente un vostro parere. Possibile che la mia clientela (sono un venditore di alto livello) veda solo e tutto nero? Possibile che io passi le mie giornate a sentire lamentele? A forza di ascoltarle, devo dire che sto convincendomi anch'io. Ma mi rendo conto che non lo devo fare. Mi potete aiutare?”
Caro Federico,
Ti ringraziamo per quanto dici circa il blog. E' vero, occorre andare a cercarlo e non sempre è facile. Perchè non lo reclamizziamo? Semplice: il blog è gratuito, non porta entrate ma anzi costa in termini di tempo e viene fatto per quanto espressamente dichiarato in testata. Non possiamo, credimi, investire oltre. C'è però una cosa che possono fare i lettori: il passaparola con gli amici. Prima o poi tutti potrebbero averne bisogno quindi, avere l'indirizzo in tasca potrebbe non essere sbagliato. E' sufficiente che ogni lettore diventi un tam tam naturale, parlandone con altri amici e così via.
Ma non parliamo di noi, parliamo di Te e di quanto scrivi.
E' vero, caro Federico, oggi tutti vedono nero, anzi vedono nero da tempo. Sarà poi così vero? Sapessi quante lamentele sento, dette a voce alta mentre, sotto sotto, gli affari vanno invece bene!
Certo è che per un venditore, sentire tutto il giorno i clienti che dichiarano di veder nero, è davvero desolante e disarmante. Tieni presente però che, commercialmente, tutti cavalcano l'onda, spesso per sentito dire. Poiché però, hai ragione, sentirselo dire continuamente, stanca, Ti suggerisco alcune argomentazioni.
Fai presente che i cicli commerciali si avvicendano da sempre (positivi, negativi e poi ancora positivi). Va però considerato che oggi, a differenza di molti anni fa, i ritmi di avvicendamento sono sempre più rapidi e quindi brevi che in passato. Quindi, anche ammettendo d'essere in un periodo nero, quanto prima tornerà quello positivo.
Il pessimismo è piuttosto di moda perchè, credimi, fa molto comodo. Se tutti assieme piangiamo, magari lo Stato farà qualcosa per noi. Poi, chissà perchè, appena c'è una festività, un ponte o quant'altro, le strade si riempiono di otto milioni di auto. Dovessi dare una percentuale di chi commercialmente oggi vede nero, direi che siamo attorno al 90%. Pensa però che c'è un principio valido che tocca le previsioni di mercato come quelle di borsa, che dice che quando si trova una maggioranza alta concorde su qualcosa, questa maggioranza ha sempre torto.
Se proprio vuoi e se i Tuoi clienti non vogliono capire, se non accettando frasi popolari, di loro che “ quanto più è buia la notte, tanto più è vicino il giorno” Chiaro?
Cerca quindi, con molta pazienza di incoraggiare i pessimisti dicendo loro che andrai a riscuotere quanto hai detto quando le cose andranno bene. Si almeno Tu ottimista e passa la carica. Ascolta sorridendo i discorsi pessimistici e poi usa una o tutte le argomentazioni che Ti ho scritto.
Ciao
Pubblicato da consulente alle 23:02
mercoledì 23 aprile 2008
Non cerco lavoro
Geppy A. (loc. n.c.)
“....mi interessa leggere di lavoro per cercare di girarci alla larga....”
Vorrei non rispondere a Geppy, ma mi sento obbligato perchè a tutti è promessa una risposta.
Sarò comunque telegrafico.
Se la Tua lettera è vera e se non è una provocazione, posso dirTi di fare ciò che vuoi. La selezione naturale è anche questa. C'è qualcuno che vuole far parte della società e vuole star bene in futuro. Altri, non vogliono nemmeno pensarci. Tanto, sarà la società a mantenerli, purtroppo!
Il guaio è che molto spesso, chi decide così è proprio colui che avrebbe più bisogno di lavoro. Se i Tuoi genitori, caro Geppy, non sono come Te, posso solo abbracciarli sapendo ciò che potranno provare.
Ciao
Pubblicato da consulente alle 23:15
domenica 20 aprile 2008
Attività turistica
Silvia R. Firenze
“ innanzitutto complimenti per il blog, davvero utile e in grado di offrire risposte estremamente esaustive.Io, con un'amica, vorremmo aprire un'attività in proprio. La mia vocazione e naturale aspirazione è da sempre il turismo. Attualmente lavoro nella vendita di pacchetti turistici, per altro mi piace molto, ma non mi consente di avere uno stipendio "adeguato" a fine mese.Dopo varie considerazioni, ci è balenata l'idea di aprire o prendere in gestione un'attività di bed and breakfast o affittacamere, di piccole dimensioni almeno inizialmente. Visto che viviamo in una bellissima città d'arte come Firenze, i turisti ci sono tutto l'anno e quindi il lavoro dovrebbe essere sempre garantito...mi sbaglio?l'alternativa è prendere in gestione o acquistare un campeggio al mare in toscana, supponiamo però che sia un attimo più impegnativo a livello di investimento economico e gestionale, partendo anche dal presupposto che nessuna delle due ha esperienze lavorative specifiche al riguardo...E' un'idea realizzabile oppure no? come consigliate di muoverci?”
Cara Silvia,
hai una vocazione da sempre per il turismo; ci stai in qualche modo operando, quindi la Tua mente va in quella direzione. Parto col rispondere all'ultima domanda. Prendere in gestione un campeggio.
Se non hai mai avuto nulla a che fare con la gestione vera e propria di un'attività simile, francamente prima di agire, studierei molto tutte le problematiche. Al di là dell'investimento economico (che è comunque grande) per fare qualcosa di bello occorre una gestione davvero impegnativa, anche per chi è già del settore. Se invece vuoi prendere in affitto un campeggio nel senso di un pezzo di terreno dove possano fermarsi roulotte e tende, le cose possono essere più semplici da gestire ma certamente poco motivanti.
Le norme da seguire sono comunque molte ed il personale è assolutamente necessario con risultati poi che dipendono dalla stagione. Il turismo del camping, non credo sia quello a cui Tu miri. Potrai avere la quantità in termini di ospiti ma in fatto di qualità e di soddisfazione, non saprei. Sappi comunque che nche in questo settore, come in ogni attività, se si vuole emergere occorre creare qualcosa di differente. Personalmente penserei ad un camping reso super bello, super accessoriato; studierei idee per far si che i clienti vedano in quel camping qualcosa che non trovano altrove. Ma questo ha un costo che chi inizia difficilmente tende a valutare e supportare e quindi, alla fine, lascia tutto come trova. Ed ecco tanti camping che sembrano più baraccopoli che veri luoghi di relax.
Essendo Tu di Firenze, città per vocazione di turismo intelligente; turismo che è presente tutto l'anno, un bed & breakfast sarebbe davvero una bella idea. Ma attenta. Le idee belle le abbiamo tutti, cento volte al giorno. Occorre, prendere l'idea, analizzarla, studiarla, verificarne la fattibilità, verificare i costi e, senza assoluta fretta, prendere la decisione.
Anche un b&b necessità di un bel po' di soldi per essere avviato. La domanda che mi pongo (sai già dove voglio arrivare) è: esistono questi fondi? Puoi avere il danaro necessario? Puoi arrivare ad un finanziamento che non Ti stritoli? Non so quanti anni hai e non so neppure se la Regione Toscana o Firenze stessa abbia agevolazioni per i giovani che desiderino iniziare un'attività. DovresTi informarTi perchè un aiuto non può che far bene.
Il mio compito però è di aiutarTi a riflettere. Credo che a Firenze di b&b non ce ne siano mai abbastanza. Vediamo allora, cosa fare.
Città o provincia? In città, non credo proprio Tu possa trovare qualcuno che Ti dia in affitto un'attività avviata, se non dietro un affitto probabilmente capestro, a meno che Tu non Ti imbatta in qualcuno anziano e stanco del lavoro, disposto a cedere a giovani entusiasti. (Ci credo poco, però!)
Altra valutazione sul posizionamento dell'attività in città è data dal fatto che In città il turismo a cui puoi rivolgerTi può essere anche quello di stranieri appiedati.
In provincia, forse è più facile trovare attività da gestire o crearne ex novo. Parlo di paesini attorno a Firenze che comunque siano super collegati con la città, altrimenti lascia perdere, perchè dovresTi limitare di molto il target.
Un primo passo dunque, sia per la città o le colline attorno è quello di seguire attentamente le offerte sui quotidiani; di chiedere ad amici e conoscenti; di lavorare cioè sul passaparola. Può darsi che qualche occasione Ti capiti davvero.
Mentre per attrarre il turista, a chi rivolgersi? PotresTi rivolgerTi al solo mercato inglese oppure ad un turismo tutto al femminile. Solo a studenti per lunghi periodi...o coppie di turisti maturi in cerca di ambienti alla Zeffirelli. insomma, l'indirizzo da dare all'attività può poi aiutarTi a fare le scelte successive.
In città inizierei, con calma, a verificare se non sia possibile trovare amici o amiche che, pur non avendo mai pensato a questa attività, abbiamo magari la disponibilità di ampi appartamenti o vecchie case da destinare a questo scopo. Questa strada è certamente più lunga da seguire perchè occorrerebbero molti lavori per rendere realizzabile l'idea, adattando normali case al concetto di un b&b, che è pur sempre un piccolo hotel. RicordaTi sempre che, vista l'idea, la città ed il turista che può rendere remunerativa l'iniziativa, dovresTi indirizzarTi certamente verso vecchie case o palazzi. Alla fine, però, con un po' di pazienza, questa potrebbe essere la “Tua” idea.
Forse è un sogno, ma perchè non iniziare ad informarsi su chi possiede vecchi palazzi o case, chiedendo poi se non sia disposto a darVi fiducia, magari entrando in società?
Vedi, cara Silvia, il problema sta sempre nella disponibilità perchè se Tu mi avessi detto d'averne in abbondanza, non ci sarebbero problemi a suggeriTi cosa fare. Invece.....
Gestire un'attività di affittacamere, inizialmente potrebbe essere più abbordabile ma non credo sia la realizzazione del sogno. Semmai solo l'inizio.
Tu scrivi che stai vendendo pacchetti turistici. Questo tipo di lavoro Ti mette in contatto con b&b locali o affittacamere ? Conosci già qualcuno del settore? Perchè in questo caso potresTi iniziare una collaborazione con chi più Ti aggrada. Indirizzare a lui determinati clienti ma nello stesso tempo avere una compartecipazione o la possibilità di gestione della stessa attività, sino a divenirne in qualche modo socia.
Torniamo alla campagna. Bello pensare ad un b&b sulle colline toscane, magari per clienti inglesi. Il guaio, come sempre, è l'investimento a meno che Tu non riesca a trovare chi possa finanziare il tutto dando a Te la gestione dell'attività.
In ogni caso, città o campagna, affittacamere o b&b, tieni sempre presente che se vuoi aver successo devi trovare soluzioni diverse dalle solite. Parti da ciò che offrono gli altri e proponi di più. E' la creatività il motore che può fare la differenza e rendere il cliente assolutamente contento della scelta.
Creatività è anche curare nei minimi particolari le attenzioni verso l'ospite. Un gesto; un oggetto particolare; un'attenzione; un'atmosfera; un servizio in più, la ricerca della raffinatezza che nulla a che ha a vedere con quanto il cliente spende...ecco, tutto questo può dare il successo o l'insuccesso. E questo, credimi, va al di là di quanto viene investito. Puoi creare un super b&b sfarzoso e non far trovare al cliente le cure e le attenzioni che vorrebbe. Di contro, puoi avere da gestire poche camere e dare quelle sensazioni di atmosfera che il cliente di Firenze, si aspetta di ricevere.
Mi rendo conto di non averTi potuto dare molto aiuto e certamente non Ti ho dato quella spinta per farTi partire in quarta ma il mio compito non è spingere a gesti inconsulti ma rendere le persone consapevoli del bello e del meno bello di ogni scelta.
Suggerisco sempre di “osare” ai giovani, ma non di essere folli ne tanto meno di iniziare qualcosa senza aver prima ben analizzato dove possono andare a finire. E quando la decisione è presa, buttarcisi appieno con tutta l'anima e la passione possibile perchè è solo dando tutto che i risultati arrivano.
Se riuscirai a trovare la Tua strada e deciderai di iniziare, riscrivimi e proseguirò con i suggerimenti. Ti insegnerò come fare un piccolo piano per analizzare le spese e magari i profitti.
Ciao
Pubblicato da consulente alle 22:38
giovedì 17 aprile 2008
Primo lavoro
Gioia L. Catania
“.....Non so come e cosa chiedere. Però ho bisogno di chiarimi le idee. Ho diciotto anni, scuole finite. Voglia di libertà ma anche necessità di costruirmi un futuro e di avere un lavoro. Penso al classico impiego presso un avvocato ma dev'essere barboso. Poi penso a fare la commessa in un negozio ma ci sono vincoli che non mi permetterebbero d'essere libera. Mi farei anche il cosiddetto mazzo se potessi davvero pensare che serve, ma se anche faccio la commessa, al massimo rimango tale fino alla fine. Cosa devo fare? Mi aiutate in questo amletico dubbio?....”
Gioia cara,
a diciotto anni ed ai nostri giorni è davvero dura pensare di chiudersi in un ufficio se non ci si sente portati. Lo è meno, per una ragazza, fare la commessa. Ma a Te non va molto bene nemmeno questo. Vuoi la libertà. Poi però dici che hai bisogno di lavorare e che Ti faresTi in quattro se pensassi che servisse a costruire qualcosa.
In fondo, forse, non sei poi ...tanto male. Fai anche capire che nella Tua vita ambisci a fare carriera.
I giovani oggi, hanno purtroppo un concetto sbagliato del lavoro ed è per questo che, non riescono ad inserirsi con soddisfazione. Il lavoro è visto ( l'ho già detto altre volte) come quella cosa che sta tra il divertimento ed il riposo. Un obbligo di cui, se si può, meglio farne a meno. Ecco allora che si pensa al lavoro solo come fornitore di una cifra necessaria per soddisfare il divertimento. Non sono pochi i giovani che decidono di andare a lavorare un paio di mesi sol per raccogliere qualche centinaio di euro che servono per andare a Ibiza, alle Maldive o altrove. Questo è l'obiettivo: lavorare quel tanto che basta per pagarsi la vacanza. Poi si vola a Ibiza, si spende, ci si diverte e si torna per cercarsi un'altra veloce attività per la futura vacanza.
Non c'è attaccamento al lavoro; non c'è ambizione; non c'è alcun pensiero sul domani. E molto più presto di quanto si creda, il domani sarà lì a chiedere conto di ciò che è stato fatto. Poi ci si accorgerà che il mondo del lavoro non sarà più ad attenderli. Allora ci si aggregherà alle proteste sociali, lamentandosi di tutto.
Appartengo ad un'altra generazione, quella in cui, quando si parlava di iniziare il lavoro, lo si faceva tra amici cambiando addirittura il tono di voce. Anche in una situazione allegra, parlando di lavoro la voce diveniva seria. Ognuno sentiva cioè il peso della responsabilità a cui sapeva dover andare incontro. Ma nessuno se ne sottraeva anzi, al primo lavoro, noi tutti quasi cambiavamo personalità. Improvvisamente si capiva d'essere divenuti uomini; una stagione della vita era finita e se n'era aperta un'altra, più impegnativa. E con il lavoro, si pensava a costruire qualcosa; ad accantonare, a crescere. E non c'era rivalità o invidia, o odio verso chi svolgeva un lavoro magari migliore. Era il lavoro in sé che ci faceva passare da uno stato all'altro. L'impiegato rimaneva amico del muratore e quest'ultimo con il negoziante. Tutto era onorevole. Dalle amicizie ed dai clan erano solo tenuti fuori coloro che “non ne avevano voglia”.
Oggi, molti giovani (fortunatamente non tutti) vorrebbero iniziare da una Direzione Generale, magari senza alcuna preparazione. Non vorrebbero regole, limiti, vincoli, obiettivi, pressioni (che tutti abbiamo avuto) ma solo danaro.
A Te Gioia, non posso che dire quanto penso e dico sempre. Non importa ciò che andrai a fare, tanto potrai cambiare quando vorrai. Solo Ti prego, quando lavorerai, fallo con il massimo impegno. Metticela tutta. Ecco, se Tu iniziassi un lavoro di vendita, tanto per rimanere nell'ambito delle mie massime conoscenze, Ti direi: fai il venditore pensando di essere il Direttore Commerciale di Te stesso.
Riesco a spiegarmi?
Ciao
Pubblicato da consulente alle 22:54
lunedì 14 aprile 2008
In ufficio
Paolo M. Rimini
“....non so a quanti capita, ma non è una bella situazione. Lavoro in un ufficio con diversi altri colleghi. Siamo una piccola società e quindi la Proprietà è sempre presente. Noi impiegati però dipendiamo da un Capo Ufficio. Ci troviamo spesso nella situazione di interagire sia col Capo Ufficio che con la Proprietà. Il mio problema è che mentre ho un bel rapporto con la Proprietà, sono piuttosto mal visto dal Capo Ufficio. Immaginatevi Voi che bello! Da una parte mi dicono bravo, dall'altra, se va bene ,mi sopportano....”
Caro Paolo,
non Ti invidio, se le cose stanno come Tu le scrivi. Quando in un'azienda la Proprietà interviene sugli impiegati scavalcando il Capo Ufficio, è ovvio che ne nascano interferenze. Voi certamente non potete fare molto, però qualcosa si e, nel Tuo caso poi, è un imperativo. Ti spiego.
Parto dal principio che Tu sia un elemento valido, altrimenti non capisco perchè la Proprietà dovrebbe valutarTi bravo. Può darsi che Tu abbia commesso o stia commettendo un errore classico di queste situazioni e cioè quello di aver fatto una scelta di campo istintiva tra le due parti. Accade perchè riteniamo tutti che la Proprietà valga più del Capo Ufficio, ovviamente, e quindi, se questa chiede qualcosa, siamo prontissimi a soddisfare l'esigenza. Il Capo Ufficio, in situazioni del genere si sente estromesso del suo compito sia da parte della Proprietà ma anche ( ed è peggio) da parte dell'impiegato.
A lungo andare nasce quindi in lui una certa diffidenza verso chi, anziché mantenere un rapporto con lui, lo scavalca per averlo con la Proprietà, anche se è quest'ultima in realtà a creare problemi.
Può darsi che il sapere della stima che la Proprietà ha verso Te, aumenti la sua situazione di disagio. Se vuoi rimanere in quell'ufficio (ma sarebbe uguale in qualsiasi gruppo di lavoro) devi agire in questo modo.
Ogni qualvolta la Proprietà Ti chiede qualcosa (esempio un rapporto, o lo svolgimento di una pratica) svolgi il Tuo compito bene come sempre, poi consegnalo al Tuo Capo affinchè la inoltri lui. Nel dare a lui la pratica da consegnar, digli pure che ritieni corretto fare così. Non servono molte parole. Vedrai che il rapporto cambierà presto. Comprendi cosa Ti chiedo di fare? Devi far comprendere al Tuo Capo che, indipendentemente dalle richieste e dai contatti con la Proprietà, Tu non vuoi e non hai motivo per scavalcarlo, anzi...(Aiuta me che io aiuto te)
Se la Proprietà Ti chiede informazioni su qualche caso; rispondi che lo stai già analizzando....assieme al Tuo Capo e che farete avere loro quanto prima il risultato.
Così facendo, mentre dimostri di lavorare bene, fai si che i rapporti tra le varie funzioni vengano rispettati. Non pensare che la Proprietà non lo capisca. Anzi, comprenderà bene perchè lo fai e forse sarà una educata lezione anche per lei. Questo comportamento non toglierà nulla a Te; potrà semmai favorirTi.
Pubblicato da consulente alle 00:17