Roby A. Alessandia
“.......Non so se sbaglio e non ho neppure nessuno a cui chiedere. Non posso chiederlo alle persone che vorrei perchè sono loro stesse coinvolte; non esistono appositi consulenti universitari ed i Docenti, mi creda, sono solo pieni di teoria. La pratica, semmai l'hanno svolta, risale a decenni fa. Tutto è cambiato e un loro consiglio più che aiutarti, ti danneggia. Penso sia ottima la vostra iniziativa; le Università dovrebbero fare accordi con Voi anche se credo che, una volta laureati gli studenti, non importi loro più nulla.
Il mio problema o dubbio, per l'esattezza, è questo: opero in un team di marketing in un'azienda a Milano. Sono giunto da pochi mesi, nove per l'esattezza. Il team è formato da un Direttore Marketing, due senior p.m., un p.m., due assistenti p.m., io ed un mio collega.
Il gruppo opera bene ma io vedo, partendo dal mio collega in su, sempre un certo freno nello sviluppo delle idee come anche nel pensare a nuove idee. Sembra che tutto debba andare a rilento; meglio star fermi su idee vecchie, magari ritoccandole ed aggiornarle piuttosto che affrontare il nuovo con una buona creatività. Mi sono naturalmente chiesto se questo dipenda da una mancanza di idee, di creatività o piuttosto dal voler tirare a campare, senza dare scossoni e rischiare. Penso che ogni tanto sia necessario anche osare; trovare idee nuove, cercare soluzioni alternative; insomma, essere creativi visto che, in fondo abbiamo anche scelto una professione in cui, al di là dei puri calcoli finanziari, entra anche una buona dose di creatività. Mio padre operava, anni fa in agenzie in cui, dalla mattina alla sera, i componenti vivevano cercando nuove idee. Doveva essere un lavoro strabiliante che riempiva d'orgoglio ogni qualvolta un'idea si imponeva sul mercato. Perchè oggi si è persa questa voglia?. Ecco, il mio problema penso sia chiaro. Ho in testa diverse idee che ho maturato operando sulle stesse problematiche su cui lavorano i colleghi. Prima di parlarne le ho analizzate sotto tutti gli aspetti, creativi, finanziari, produttivi e commerciali. I miei piani, è la mia passione, non saranno probabilmente precisi come un piano di chi lavora da una vita su questi problemi, ma sono certo essere ben costruiti e solidi. Quando ho deciso, un giorno di parlarne, ho visto intorno a me, prima una finta attenzione, poi un po' di sopportazione. Senza cattiveria per carità, ma visivamente ho compreso che pensavano perchè mai stessi a crearmi problemi.
Io voglio creare. Quando vedo un prodotto mi domando sempre se non sia possibile studiare meglio la comunicazione; la promozione, l'immagine o altro. Che soddisfazione sarebbe questo lavoro se non si cercasse di creare qualcosa?..... Le domando: sbaglio? Devo lasciar perdere? Devo pensare a gestire la routine?”
Gentilissimo Dott. Roby,
ho pubblicato quasi totalmente la Sua lettera perchè è chiarissima e molto utile a chi legge il blog. La mia risposta sarebbe quasi inutile per cui voglio essere breve. Mi fa piacere che esistano giovani come Lei. Le aziende dovrebbero tenerne conto, ma spesso nelle aziende ci sono colleghi e Capi che non sono così contenti di tentare nuove strade creandosi potenziali nuovi problemi. Si vede che Lei sta affrontando il lavoro con la passione che io continuo a sperare esserci in chiunque. Non la perda mai. Non smetta di portare avanti i Suoi progetti e, se trova difficoltà, veda di farli circolare, magari mettendoli per iscritto e lasciandoli in circolazione in ufficio.
Pensare al nuovo; studiare, far lavorare la mente, creare. Cosa c'è di più bello in ogni lavoro? No, non si fermi per carità.
Voglio darLe un pensiero tra quelli che ritengo più adatti alla Sua situazione. Lo stampi su un cartoncino e lo applichi nel Suo ufficio. Chissà che vedendolo, i Suo colleghi capiscano.
Sia sempre propositivo come lo è oggi. Bravo.
“In un gregge
solo chi è in testa
trova sempre erba fresca e abbondante.
Chi segue, deve accontentarsi
di ciò che i primi hanno
lasciato”
Cordiali saluti
venerdì 16 maggio 2008
Creatività
Pubblicato da consulente alle 04:47