Angelo M. Lodi
“ Sono Area manager di una società presente nel nord Italia e, meno nel centro sud. Laureato due anni or sono, dopo un tirocinio ho avuto questo incarico. A settembre dovrò tenere il meeting d'autunno alla forza vendite. Mi sto guardando attorno per capire come fare. Il mio problema è che non vorrei creare casini per la prima riunione anche perchè penso che sarà presente la proprietà. Avevo quindi pensato di ridurre al minimo i rischi di errore scrivendomi per tempo un buon rapporto, chiaro, da leggere ai venditori. Niente lucidi, niente chart che mi confonderebbero ma più prosaicamente una chiara lettura attorno al tavolo. Forse sbaglio. Non so ed è per questo che chiedo a Lei se vedo bene. La ringrazio per quanto vorrà dirmi”
Mio caro Angelo,
per non far uso di materiale visivo occorrerebbe avere un poker di assi in tasca:
un messaggio molto corto da riferire; informazioni pirotecniche; una capacità di gestione del gruppo da formatore ed un gruppo di super menti pronte a captare e ricordare quanto vien detto.
C'è tutto questo? No? Allora non può farlo.
Ascoltare qualcuno che parla, anche per solo dieci o venti minuti, è sempre piuttosto noioso. La mente di chi ascolta, può porre attenzione per poco, poi se ne va. Basta guardarsi attorno in sala e si trova subito lo stimolo per distrarsi. Si avranno molti occhi puntati e tante teste che continueranno a dondolare per dare conferme, ma di fatto ognuno volerà con la mente ad altri lidi.
Viviamo nell'era delle immagini e le parole sono difficili da ricordare.
Premesso che una presentazione letta è terribile, correrebbe il rischio che nemmeno un dato possa essere ricordato.
Il Suo meeting, così fatto, sarebbe un fallimento assicurato mentre Lei deve coinvolgere una forza vendite.
Faccia mille prove a casa, ma si porti del materiale visivo in riunione. Come farlo?
Con allegria, ironia, disegni, colori, poche frasi ad effetto e tanti dati sparati a caratteri cubitali se i risultati sono positivi.
Un solo concetto per foglio su cui poi discutere ed approfondire. La Sua preparazione dovrà essere fatta proprio per ricordarsi come approfondire i temi. Ma anche su questo è sufficiente un piccolo richiamo a lato, come un disegno, una parola o altro, per prendere dalla memoria ciò che deve dire.
Per altri approfondimenti dovrebbe cercare nell'archivio. Più volte ho suggerito su questo tema.
Se non trovasse, mi riscriva.
domenica 18 gennaio 2009
MEETING
Pubblicato da consulente alle 23:15
giovedì 15 gennaio 2009
PUBBLICITA'
Edoardo B. Milano
Gentili Signori,
vi ringrazio molto della risposta che mi avete dato tempo fa. Sono Edoardo, quello che lavora in un'agenzia milanese. Il lavoro va bene, nel senso che sto sempre imparando. Da qualche giorno sono affiancato ad un disegnatore per una fase di training poi, secondo la Direzione dovrei proseguire il training con tutti gli altri reparti. Sono davvero contento.
Vi disturbo ancora per un'altra mia richiesta. Che cos'è il “flesh”. Ho chiesto alla persona a cui sto vicino ma mi ha deto una risposta non certa, dicendomi che non è sicuro che significhi ciò che mi ha detto. Posso saperlo da qualche Vostro esperto?
Vi ringrazio nuovamente
Caro Edoardo,
mi fa piacere che Tu abbia nuovamente scritto. Sappi che ogni volta che riterrai aver bisogno di qualcosa potrai sempre farlo, senza limiti e questo vale per tutti coloro che scrivono.
Dunque, oggi mi chiedi che cos'è un “flesh” (con la e).
E' una tecnica che permette di valutare il contenuto di un messaggio pubblicitario basandosi sul concetto che, spesso, per il lettore della carta stampata, le difficoltà di comprendere appieno il messaggio di un testo pubblicitario nascono dal numero di parole contenute per ogni frase e addirittura dal numero medio di sillabe per ogni parola.
Proprio per questo motivo è stata a suo tempo predisposta una scala dei vari livelli di difficoltà di percezione.
Negli ultimi anni si è sviluppata la moda di pagine pubblicitarie, su carta stampata, in cui compaiono testi piuttosto lunghi e scritti in modo estremamente fitto. Di fatto, pensa l'azienda cliente, poiché non potrò spendere molti soldi in pubblicità, voglio che quanto spendo serva per poter passare tutto quanto devo dire, al consumatore finale. Con questo modo di ragionare si cerca di far stare nella pagina tutto quanto l'azienda vorrebbe. Il risultato finale è che il lettore, quasi sempre evita di leggere e quei soldi spesi per quella pubblicità sono realmente stati buttati al vento.
Di una pagina pubblicitaria solitamente guardiamo prima l'impaginazione poi il titolo, il piedino, e se ci interessa e si tratta di poche parole, leggiamo il testo. Ma se una pagina è per la grande maggioranza scritta, spesso anche in modo fitto e in corpo piccolo, giriamo subito pagina.
Eppure, caro Edoardo, pur di accontentare la società cliente, si finge di ignorare (perchè voglio sperare che si finga e non che non lo si sappia) questo concetto base della tecnica pubblicitaria.
Nella Tua agenzia, in qualche ufficio, dovrebbe esserci qualcuno che ha sottomano questa famosa scala di valori.
Pubblicato da consulente alle 23:01
lunedì 12 gennaio 2009
DILEMMA
Silvia (Firenze)
Salve,.
Innanzitutto complimenti per il preziosissimo servizio di orientamento che offrite a noi utenti.
Ho un appartamento di circa 80 mq che vorrei adibire a ludoteca o baby parking.
L’idea è nata dalla grande passione per i bambini…lavorare con loro mi realizza davvero molto.
Voi che dite? E' fattibile? Come investimento non dovrebbe essere eccessivo..giusto? Ed in caso, mi consigliate la ludoteca o meglio il baby parking?
Grazie e complimenti ancora
Mia cara Silvia,
questo “blog” nato per aiutare i giovani nel lavoro, relativamente ad alcune specifiche materie, ha poi dovuto via via aprirsi a tutt'altre risposte, visto che le domande sono assolutamente delle più imprevedibili. Ma poco importa: se posso cerco di analizzare le richieste e, se trovo delle possibili e corrette risposte, mi metto a scrivere.
Tu Ti trovi davanti al classico dilemma del faccio questo o quest'altro. L'aiuto che posso darTi è quello di farTi riflettere perchè nessuna delle due soluzioni è sbagliata o migliore dell'altra.
Hai un appartamento di 80 metri. Non è poco ma, se togliamo le parti classiche del bagno e cucina, di fatto penso che Ti ritroverai con un salotto ed una camera da letto. Due stanze in tutto. Che fare?
La prima risposta che posso darTi è che, avendo a che fare con bambini (ludoteca o baby parking) quasi certamente, nella richiesta di una licenza d'esercizio dovrai dimostrare d'avere buone conoscenze delle prime cure di soccorso infantile se non un diploma di infermiera per gli eventuali primi soccorsi che potessero necessitare i Tuoi clienti, notoriamente facili ad averne bisogno. In caso contrario, presumibilmente dovrai avere presente comunque una persona addetta allo scopo.
La mia è una supposizione ma qualora Tu volessi proseguire con la realizzazione dell'idea, Ti chiedo di informarTi per bene, per non avere poi successive rogne quando avrai già investito sulla cosa.
Avendo il locale, certamente le spese da fare non saranno eccessive. La scelta tra le due attività, di per sé, non poi così drastica. E' difficile fare una cosa senza fare l'altra. Una ludoteca infatti è intesa come luogo in cui i bambini possono giocare, divertirsi, imparare, socializzare ecc..ecc.. Un baby parking non è poi molto differente perchè non potrai tenere i Tuoi clienti fermi su una sedia a guardare il soffitto. Dovrai riempire il tempo per cui Ti sono stati affidati, facendoli svagare e quindi, si torna in un certo senso alla ludoteca.
Diciamo quindi che potresTi coinvolgere le mamme che hanno bisogno di lasciare i bambini per qualche ora o un pomeriggio, garantendo loro che, oltre ad essere in un ambiente sano e non pericoloso, i bambini passeranno il tempo divertendosi.
Non so dov'è l'appartamento di Tua proprietà. Un'idea del genere solitamente ha valore se avviene in centro città, dove è più facile che la mamma si rechi per impegni.
Tieni presente che la ludoteca dovrebbe solitamente prevedere ambienti specifici per classe di età. Diciamo che tendenzialmente per bambini piccoli piccoli sino a quattro o cinque anni, dovresTi predisporre di una stanza apposita in cui pavimento e pareti, sino ad una certa altezza, dovranno essere rivestite di gommapiuma o comunque di qualcosa di morbido proprio per evitare incidenti. Per gli ospiti più grandi, possono non esserci queste attenzioni particolari ma è certo che l'ambiente deve essere ben preparato affinchè non vi siano materiali od oggetti pericolosi che possano dar loro lo spunto per farsi del male. La scelta dei giochi da inserire è vasta, ovviamente, è si arriva facilmente anche al computer.
La sala potrebbe essere adibita allo spazio per i più grandi e lo spazio cucina per i più piccoli, lasciando l'ipotetica camera da letto per alcuni lettini su cui far riposare bambini stanchi o sonnolenti.
Il bagno, al di là dell'uso che solitamente se ne fa ( e servirà parecchio) potrebbe essere attrezzato con un piccolo appoggio di soccorso e con tutto il materiale occorrente per le banalissime prime cure.
Se alcuni bambini dovessero essere davvero piccoli, dovrai pensare anche ad operazioni tipo cambio pannolini.
Penso comunque che questa attività, se presa seriamente, Ti obbligherà ad avere un'altra persona sempre presente: un'infermiera o ex. Non credo, se Ti trovassi un buon numero di ospiti, che Tu possa farcela da sola perchè dovresTi correre da una parte all'altra. RicordaTi che questo tipo di clientela è molto più esigente di una adulta.
Come vedi, è difficile dividere le cose tra ludoteca e parking perchè sono davvero piuttosto sovrapponibili. Diciamo che il Tuo ritrovo potrebbe essere un “luogo di parcheggio momentaneo” di bambini che troverebbero la possibilità di riempire il tempo, giocando.
Forse, di per sé, la sola ludoteca avrebbe minori possibilità di sviluppo di business nel senso che i bambini hanno mille possibilità di giocare anche a casa, mentre è più difficile per una manna trovare dove lasciare il bambino nel caso dovesse essere impegnata per qualche ora.
Chiaro che dovrai riempirTi di matite colorate, pennarelli, carta, colla, giochi in scatola, costruzioni varie, tricicli, cavallini, mattoncini e mille altre cose. Ma penso che Tu sappia benissimo tutto questo.
Avendo già lo spazio non la vedo come un'iniziativa da scartare; sempre che, come detto, i locali siano in zona centrale e comoda.
Pensaci. Se vorrai proseguire, dovrai prima di tutto recarTi in Comune per le prime informazioni. Presumibilmente dovrai fare una visita medica che dimostri che sei sana fisicamente e magari mentalmente. Probabilmente l'ufficio d'igiene dovrà verificare i locali e credo, che riceverai anche una visita dai vigili del fuoco per gli opportuni nullaosta. Se l'appartamento ha un proprio riscaldamento, dovrai stare attenta che sia isolato e non raggiungibile dai bambini. Dico questo perchè troppe volte non si pensa a queste cose eppoi ci si caccia nei guai.
Ti suggerisco inoltre, se l'appartamento dovesse essere in un condominio, di chiedere assolutamente all'Amministratore affinchè venga fatta una riunione di condominio per spiegare cosa vuoi fare ed avere il permesso degli altri condomini senza il quale, non potrai proprio far nulla. Infine, cercaTi l'aiuto che Ti ho detto perchè da sola, oltre a non poter gare garanzie di sorveglianza, arriversTi ad un esaurimento in pochi mesi.
Infine eccoci all'avvio. Si inizia col passaparola presso le amiche, poi si devono predisporre alcuni volantini da lasciare ai negozi vicini, alle parrucchiere (molto probabilmente le Tue clienti saranno proprio le mamme che vi si recano) alle palestre. Facendo direttamente Tu la consegna, devi sfruttare il concetto che è loro vantaggio suggerire alle clienti che possono usufruire di questo servizio perchè, in questo modo, le clienti rimarranno più tempo presso i loro negozi.
Un eventuale annuncio sul quotidiano può esser fatto ma non è poi così importante. Potrebbe forse aiutarTi maggiormente un breve servizio su un'emittente locale (che Ti verrà fatto volentieri e gratuitamente sotto la forma di intervista).
Circa il compenso da chiedere, non posso entrare nel merito. Sappi che in chiave di marketing sarebbe opportuno, qualora un bambino Ti venisse portato la prima volta, consegnare alla mamma una scheda presenze. Alla decima presenza (vistata da Te con una sigla) l'undicesima potrebbe essere gratuita. Parallelamente poi Tu potresTi accordarTi con un negozio di giocattoli della zona affinchè Ti diano schede sconto da consegnare alle mamme, qualora un bambino manifestasse la volontà di avere un giocattolo. Stessa cosa potrebbe valere per negozi di abbigliamento per bambini. Insomma, dovresTi cercare di creare un circolo che produce valore aggiunto. Tu aiutersTi loro e loro suggerirebbero il Tuo locale.
Tieni presente che gli inizi potranno essere difficili perchè, come Ti ho detto, dovrai far conoscere l'iniziativa mentre le spese, compresa l'aiutante, saranno fisse anche se dovessi ritrovarTi con due bambini al giorno. Calcola quindi per bene, tutte le spese a cui vai incontro. Riscaldamento, luce, acqua, telefono, aiutante, assicurazione (molto importante) spese periodiche per giochi e materiali di consumo, commercialista che dovrà seguirTi in tutte le operazioni presso la camera di commercio, l'ufficio iva e tutta la gestione annessa.
Fai una buona ipotesi mensile e pianifica almeno una copertura di sei mesi di spese senza utili concreti. Se puoi sopportare questo, puoi farlo.
Sappiami dire.
Ciao
Pubblicato da consulente alle 23:06
domenica 11 gennaio 2009
CONTRATTO DI LAVORO
Angelo (loc. n.c.)
Sono un architetto pressoché neo laureato di 26 anni. Lavoro per uno studio tecnico di medie dimensioni da più di 6 mesi. Attualmente sono sotto contratto “non di lavoro” ma di tirocinio formativo con rimborso spese. Il mio datore di lavoro, coadiuvato da un consulente, mi ha assicurato che allo scadere del periodo contrattuale il contratto suddetto non sarà rinnovabile e ad esso subentrerà un vero e proprio contratto di assunzione, seppur soggetto a “certe condizioni”.
I mie quesiti sono: innanzitutto, è vero che un contratto di tirocinio formativo di 6 mesi non è rinnovabile? Nel senso, devo aspettarmi un altro pezzo di carta senza valore nell’ottica della previdenza sociale? Altrimenti, nel caso si determinassero le condizioni per firmare un contratto di lavoro a tempo determinato/indeterminato, quali sono le clausole contrattuali da tenere in maggior considerazione e/o quali quelle da esigere se non presenti?
Mi spiego meglio. In quanto “stagista” la mia posizione lavorativa attualmente non presenta contribuzione previdenziale, niente giorni di ferie programmabili (seppur di fatto riconosciute, anche se in minima quantità), solo assicurazione e “rimborso spese”, cosa invece dovrei aspettarmi di trovare in un contratto di lavoro (non avendo idea di cosa contenga)? Quali potrebbero essere le “condizioni” contrattuali?
Vi ringrazio per la disponibilità, Angelo
PS. Spero che i miei interrogativi non siano troppo generici, ma la mia disinformazione mi rende vulnerabile e vorrei giungere alla stipula del contratto con le idee piuttosto chiare.
Gentilissimo Angelo,
quanto Lei ci chiede è specifico e soggetto a clausole contrattuali ben precise.
Non possiamo darLe delle informazioni corrette perchè non sono nel ns. bagaglio e non diamo mai informazioni di cui non siamo certi.
Tuttavia pensiamo che Lei possa riceverle presso un Ufficio del lavoro o presso l'Associazione che raggruppa Ingegneri ed Architetti. Se non vuole farsi riconoscere può recarsi presso un altra sede o in una città vicina, previo telefonata. Ma più avanti Le diremo che forse non Le conviene informarsi oggi.
Riteniamo inoltre che possa trovare qualche ostacolo nel ricevere risposte a quanto chiede a meno che Lei non sappia già quale sarà la mansione ed il conseguente livello con cui verrà inserito in organico.
Possiamo dirLe questo:
se il Suo datore di lavoro ha detto che non è possibile rinnovarLe l'attuale contratto vuol dire che è davvero così. Sarebbe assurdo che non lo rinnovasse se ciò fosse legalmente fattibile, visto che questo ha dei vantaggi fiscali per lui. DicendoLe che all'attuale subentrerà un "vero e proprio contratto di assunzione" vuol dire che c'è tutta la buona fede e la volontà di proseguire la collaborazione. E questo, creda, è la cosa più importante. Che poi questo contratto abbia certe condizioni che Le verranno dette, può essere ma, se ci saranno, è solo perchè la contrattualistica le prevede. Difficile, soprattutto in un ambiente come quello in cui Lei sta lavorando, che vi siano giochini sporchi. Il rischio di essere scoperti non vale il gioco.
Lei chiede se è vero che un accordo di tirocinio di sei mesi non sia rinnovabile, quasi come se lo desiderasse ancora. Poichè non credo,accetti volentieri che Le venga detto che non lo sia e si prepari ad un contratto più completo che prevederà, ne sono certo, anche la previdenza sociale, come tutti i contratti di lavoro.
Ciò che Le verrà presumibilmente proposto, se sarà, come crediamo, quello relativo all'accordo nazionale della Sua categoria, conterrà tutte le norme che valgono per gli altri quanto per Lei. Vi sarà un periodo di prova, dopo di che il contratto si ritiene a tempo indeterminato.
Io che scrivo Le dico che, se fossi in Lei non mi porrei certo i problemi che si sta ponendo. Giovane, alle prime esperienze, ciò che conta, mi creda. è di pensare all'inserimento nel mondo del lavoro e che questo avvenga velocemente e con soddisfazione nel senso di successo. Non mi metterei certo a pensare (come Lei scrive) a quali clausole esigere se non presenti. Non è, oggi, nella condizione di puntare i piedi. Riesco a farmi comprendere? Torno a dirLe che probabilmente il Suo contratto sarà quello di categoria, come tutti i Suoi colleghi “alle prime armi” ma, pur ammesso e non concesso non lo sia, non deve chiudere un occhio, ma tutti e due perchè ciò che vale è fare esperienza.
Mi ascolti: prima deve farsi fare il contratto come lo vuole il datore di lavoro eppoi, semmai Lei lo volesse, potrà con questo andare presso l'associazione di categoria della Sua città o di un'altra vicina, e mostrandolo, chiedere se è regolare. Anche perchè, se non lo fosse, sarà Lei a decidere se tacere e rimanere dov'è o se lamentarsi ed andarsene. Ma se si fa vedere a puntualizzare ancor prima d'averlo, probabilmente se ne dovrebbe andare anche se la decisione non fosse Sua.
Le ho detto quanto penso da buon padre di famiglia. In ogni caso in internet trova più di un sito di categoria che quasi certamente presenta anche il contratto nazionale che La riguarda. Lo legga, se vuole, ma se lo tenga per sè. Prima firmi il contratto di lavoro, poi si informi se è corretto o meno.
In gamba!
Pubblicato da consulente alle 23:30
giovedì 8 gennaio 2009
NUOVA ATTIVITA'
V.C. (prov. Messina)
Salve, vorrei aprire un piccolo esercizio commerciale per la vendita di articoli da regalo(pelletteria, profumi, borse ecc…) , abito in provincia di Messina e sono proprietario di un locale di 35 mq a piano terra, che per ora uso come garage ma posso, cambiando destinazione d’uso, ricavarci un discreto negozietto.
In considerazione che pensiamo di non avere dipendenti, è necessario che nel negozio ci siano i servizi igienici?
In attesa di risposta vi ringrazio.
Gentilissimo Sig. V.
le nostre esperienze e conoscenze sono piuttosto ampie in determinati settori ma tra questi non c'è quello di cui Lei abbisogna. Presumibilmente ritengo che sia obbligatorio, non tanto dentro il locale quanto nelle vicinanze (ad esempio,cortile). Potrebbe essere un luogo a disposizione anche di altri, di cui Voi vi potreste servirvene con l'uso di una chiave, ad esempio.
Poi, come sempre ci possono essere, al di là delle leggi dello Stato, particolari leggi comunali differenti che magari non ne diano l'obbligo in quanto nel luogo ove Voi vorreste aprire l'attività vi sono numerosi altri locali pubblici dotati. Ma su questo dovete per forza chiedere al Vostro Comune che, eventualmente, Vi rimanderà all'Ufficio Igiene.
Circa l'attività che volete iniziare, spero abbiate fatto attente valutazioni tra cui, le più importanti, il luogo in cui è ubicato il punto vendita e la Vostra preparazione commerciale specifica sui prodotti che proporrete e sul settore specifico. Ricordate che un negozio di articoli regalo funziona se è in zona di fortissimo passaggio pedonale ed in un'area di particolare pregio turistico. Per quegli articoli non badate quindi solo al potenziale cliente locale che sino ad oggi ha già acquistato ed acquista altrove senza sentire la mancanza di un nuovo locale. Badate piuttosto ad interessare e catturare clienti di passaggio, turisti o clienti di ceto medio alto della Vostra bella città.
Certo è che in 35 metri, una volta scaffalato, messo un banco e fatta esposizione, non avreste forse lo spazio nemmeno per un retro, per non dire del magazzino. Prima di decidere quindi, analizzate assieme ad un arredatore di negozi (o comunque qualcuno che ne capisca qualcosa) per vedere come sia possibile arredare il punto vendita inserendo tutto quanto serve. Ricordate che un negozio tipo quello che Voi volete aprire, deve essere anche adeguatamente allestito. Il lusso deve vedersi anche dall'arredamento se volete attirare una certa clientela.
Poi, poichè mi pare di capire che sia la prima esperienza in tal senso, vi esorto a riflettere. Avete conoscenze degli assortimenti che andrete ad acquistare (prima) per vendere (poi)? Pelletteria significa moda e quindi marchi anche prestigiosi. Sono disponibili in zona o sono già venduti da altri? I contratti con le case importanti di pelletteria sono piuttosto pesantucci da fare, anche come obblighi. Fate quindi attenzione. La cosa non cambia relativamente alla profumeria. E gli assortimenti necessitano di discreti investimenti Quindi, dopo aver verificato in Comune circa il Vostro problema, metteteVi a tavolino per capire cosa ne vien fuori da 35 mq. E se tutto è OK, rimanete a tavolino per pensare quanto avete a disposizione, quanto potete investire, di quanto potete rimanere esposti nel tempo e qual'è il grado di rischio che potete assumerVi.
Infine, analizzate bene l'area del nuovo punto vendita. Probabilmente ci abitate e quindi non avrete difficoltà. E' una zona di ceto basso, medio, alto? Perchè è ovvio che proporzionalmente a questo potrete pensare di avere determinati introiti. C'è molto passaggio? E' passaggio solo locale o fortemente turistico? Attorno esistono altri negozi che trattano quanto Voi vorreste trattare? A che distanza sono? A quale tipo di clientela si stanno rivolgendo? Come vanno i loro affari?
Queste sono solo alcune domande che dovete farVi ed a cui dovete rispondere. Solo dopo che le risposte Vi appariranno chiare, senza dubbi e tali da farVi dire che si può fare, potrete iniziare a pensare alla nuova attività.
Da parte mia, Vi auguro un grosso successo.
Pubblicato da consulente alle 23:15
domenica 4 gennaio 2009
CAPIRE COME FARSI CAPIRE
Giobatta C. (loc. n.c.)
Bravi. Leggo da qualche tempo il vostro blog e credo sia forse l'unico serio di tutto il web. Davvero dovrebbero inserirlo come materia di approfondimento in diversi corsi universitari.
Sono laureato e cerco di inserirmi nel mondo del lavoro e, voglio gridarlo, mi è più d'aiuto ciò che leggo da voi che non tutto quanto mi è stato insegnato all'università.
Non vi disturbo per molto in questo momento ma solo per chiedere un dato. So, perchè l'ho letto in precedenti vostre risposte, che è molto importante farsi capire quando si parla con una persona ma ancor più con un gruppo. A me è capitato proprio di tenere un breve incontro con persone e, visto che non sono ancora abituato alla cosa, ho capito che chi mi ascoltava aveva difficoltà a seguirmi.
Caro Giò,
Ti ringraziamo di tutta la serie di complimenti che ci fai, anche se forse un pochino esagerata. A tutti fa piacere riceverne e Tu, al momento sei al top. CalmaTi un po' con i complimenti e non prenderlo come vizio nella vita perchè finiresTi per non essere creduto o per passare come...un po' eccessivo
Mi stai chiedendo come farTi capire da tutti e come essere chiaro quando parli. Potremmo parlare qualche ora ma, come Tu hai detto, su questo tema ho già scritto pagine e tante forse ancora ne farò. Non so però se ho mai dato un sunto che dice un po' tutto. Se l'avessi già fatto, scusami.
Devi sapere che parlando noi inviamo un messaggio a chi ci sta difronte e l'impatto di qualsiasi messaggio che noi mandiamo è, tendenzialmente per il 50% o poco più visivo. Per il 40% è vocale e per il rimanente circa 10% o anche meno, è verbale.
Che significa? Significa che per il 50% il messaggio è legato a come appariamo; per il 40% per come parliamo e solo per il resto, per quello che diciamo.
Chi abbiamo davanti quindi ci ascolta se noi appariamo ai loro occhi, credibili. Credibili nella posizione, nell'esperienza, in quanto dobbiamo loro passare ma anche credibili dal nostro modo di fare,dai gesti, dalla calma, dalla responsabilità che traspare da noi.
Se la persona viene valutata idonea, si ascolta per come parla (tono di voce, parole semplici, frasi corte) e solo per il resto, caro Giò, per quello che dice.
Quindi, se non siamo ritenuti idonei e se non ci prepariamo per esserlo, ciò che diremo sarà ascoltato con fatica. Non è detto, per carità, che parleremo al vento, perchè per mille altri motivi spesso la gente ascolta perchè è obbligata a farlo ed anche perchè sa che non può farne a meno ma certamente lo farà con fatica.
Del resto, se ci pensi, tutti noi ascoltiamo più volentieri qualcuno quando lo riteniamo credibile ed affidabile nella posizione che occupa. (CrederesTi a Dracula se Ti parlasse in difesa del sangue umano?)
Quindi, se hai questa sensazione o certezza, preparaTi profondamente guadagnandoTi però prima, la fiducia di chi lavora con Te.
In bocca al lupo.
Pubblicato da consulente alle 23:11
PUBBLICITA'
Edoardo B. Milano
Gentili signori,
vuoi per fortuna o per qualche conoscenza ma da qualche mese mi sono inserito in un'agenzia pubblicitaria milanese. La pubblicità è la mia passione ed è per questo che ho cercato in tutti i modi di entrare in un'agenzia. Ammetto che, anche umilmente, sono entrato dalla porta di servizio accontentandomi di fare quello che serviva pur di essere dentro ed imparare. Ebbene, nei giorni scorsi è venuto in visita da noi un collega americano di un'agenzia a cui siamo collegati. Ho avuto la fortuna di essere presente ad una parte di un meeting ed è in questa occasione che l'ho sentito più volte ripetere il termine “splint run” abbinato ad alcune campagne.
Il mio inglese, liceale e universitario è niente ed oggi capisco l'importanza perchè se lo avessi conosciuto bene avrei seguito il discorso. Comunque, posso sapere esattamente che cos'è lo splint run?
Vi ringrazio se potrete rispondermi.
Caro Edoardo,
ma si, un po' per fortuna e magari per qualche spintarella ce l'hai fatta. Sei entrato nel mondo che Ti piace e questo, credimi, è la cosa più importante perchè il lavoro, quello che dovremmo fare tutti i giorni della nostra vita, deve piacere altrimenti diventa una tortura. Ed a quanto mi dici, pur di iniziare hai avuto l'umiltà di fare quello che Ti viene chiesto. Bravo!.
Il termine “splint run” indica una tecnica, che è piuttosto usata sopratutto nei paesi anglosassoni ed in particolar modo negli USA, per misurare l'efficacia della pubblicità. In parole povere consiste in questo: vengono predisposti due comunicati (pagine pubblicitarie o piccoli spazi) che sono stampati su uno stesso quotidiano e nello stesso giorno. Ancora più precisamente, un'inserzione è stampata in metà delle copie tirate e l'altra in un'altra metà. Questo è possibile anche per le grosse tirature dei quotidiani.
Nei giorni successivi, attraverso interviste presso i lettori, si controlla quale delle due pagine viene ricordata meglio, risultando quindi la più gradita ed accettata.
Le agenzie, come Tu saprai, preparano per il cliente diversi bozzetti che vengono presentati. Può accadere che il cliente si trovi indeciso tra due soggetti che, tendenzialmente possono dare due messaggi entrambi importanti ( o anche due impaginazioni diverse così come due grafiche e disegni diversi). Unirli potrebbe non essere così ideale. Si conviene quindi di usare lo splint run e verificare direttamente col pubblico quale dei due messaggi ha fatto maggior presa.
Scrivi ancora se vuoi. Ciao
Pubblicato da consulente alle 23:10